
IURI MONDIALE!
Questa volta mi sembra difficile trovare le parole, quelle giuste, per raccontare una storia di uomini e di moto, una storia che sembra un sogno anche a me che ho avuto la fortuna di viverla.Tutto inizia un paio di mesi fa, quando Iuri ci chiede qual è la strada “istituzionale” per poter fare la richiesta di partecipazione come Wild Card ad una gara del mondiale supersport, così, si dice, per provare a chiedere. E giusto per provare a chiedere quasi senza dare importanza alla cosa ci siamo mossi senza sapere nemmeno bene quello che si faceva, tanto era grande il sogno che ci si prospettava davanti da sembrarci effettivamente irrealizzabile. Dopo diverse telefonate e contatti vai con esponenti della federazione arrriva un modulo da Roma, lo giro a Iuri che lo compila, allega il curriculum sportivo e lo invia alla Federazione Internazionale, sede di Ginevra. Passano i giorni e quasi non ci pensiamo più, quando suona il telefono del nostro presidente e arriva il comunicato, poche parole che aprono un mondo davanti agli occhi: Iuri Vigilucci, pilota del Motoclub Volterra, è stato ammesso come Wild Card al Gran Premio della Repubblica di San Marino, valevole per il campionato Mondiale Supersport. Non c’è il tempo di realizzare che bisogna mettersi al lavoro, questa è la parte più difficile ed ecco che parte il motore del Vigi Racing Team, la squadra di Iuri che cerca, nei dieci giorni che mancano alla gara, di organizzare tutto per il meglio e di corsa.Vista l’ impossibilità temporale di procurarsi una moto in configurazione supersport si decide di affinare la Yamha R6 superstockstock che Iuri utilizza abitualmente e questa, accordata in ogni particolare, arriverà ad esprimere alla fine 119,5 cv, ottimo valore per una stock ma certo lontana dalle supersport migliori che sfondano ampiamente i 130cv. Ma tant’è l’occasione è unica e si va lo stesso, l’importante in fondo è anche solo esserci. Il mercoledì prima della gara la squadra parte alla volta di Misano. Ecco esserci, si è detto, questa forse è la parte della vicenda che più difficilmente riuscirò a descrivere, nonostante, mi ripeto, abbia avuto la fortuna di poterla vivere. Al mio arrivo nel paddock ho visto camion immensi coperti da sponsor sgargianti, moto tanto perfette e pulite da sembrare soprammobili di un salotto chiamato box, dove i meccanici lavorano coi guanti di cotone bianchi e i piloti li osservano attenti pensando solo a guidare e nient’altro. Tutto è ostentato e opulento, si sta sospesi tra l’ammirazione e la nausea. Mi si perdoni la parentesi, ora lo spazio alla cronaca della vicenda.Tutto è nuovo per Iuri e la sua squadra, le gomme, tantissime e di mescole sconosciute (nel mondiale vige il monomarca Pirelli), gli orari e la durata delle prove e, infine, della gara. Tutto nuovo e più grande di lui, sembrerebbe, arrivano le prime prove e invece arriva anche la prima sorpresa, ventesimo tempo, ottimo risultato considerando i 27 km/h di differenza che lo staccano dalla moto più veloce in pista! Iuri gira sul passo dell’1.43, nelle prove del sabato si guadagna il ventunesimo tempo centrando la qualificazione per la gara e mettendo dietro concorrenti ben più blasonati di lui con moto supersport e turbe di meccanici alle spalle….. il primo ambizioso obiettivo è raggiunto, domenica ci si schiera sulla griglia del mondiale, in sesta fila. La serata passa velocemente, e si arriva all’ora di cena conversando intorno al tavolo mentre nella vicina hospitality dell’Aprilia si festeggia il compleanno di Max Biaggi con tanto di complessino al seguito. La mattina dopo è il momento del Warm up, venti minuti per riuscire a settare la moto al meglio e scegliere le gomme giuste per la gara, tutto corre via liscio, Iuri conferma ancora il suo passo e non resta che aspettare l’una e trenta per la gara.Alle undici parte la prima manches del mondiale superbike, Biaggi si fa un regalo di compleanno e domina la gara, alla fine le tribune si svuotano e sulla pista cala un silenzio quasi totale, manca circa un’ora alla gara delle supersport, le persone che tornano a prendere posto sulle gradinate e nei prati attorno al circuito mi fanno capire che si sta per cominciare, iuri sicuramente sarà già in tuta, concentrato e teso come è giusto che sia, sento accendrsi i primi motori ai box dall’altra parte del rettilineo di partenza, pochi minuti e le moto entrano in pista, Sofoglu, Foret, Davies, tutti gli altri ed ecco passa anche la moto bianca e arancione di Iuri. I piloti si schierano in grilgia e il maxischermo li inquadra uno ad uno mentre lo speaker li presenta, si arriva in sesta fila e la voce roca degli altoparlanti è per per Iuri, con una certa inevitabile retorica lo presenta come “pilota di Volterra, dalla profonda etruria…” Parte il giro di ricognizione, iuri sfila ultimo, calmo e apparentemente estraneo a quello che gli succede attorno, è solo un’impressione però perché allo spegnersi del rosso parte benissimo, guadagna due posizioni e si porta diciannovesimo, gira da subito sul suo passo, costante e sicuro, anche se 22 giri sono lunghi e lui non è certo abituato a gare di questa durata, penso. Passano i giri e Iuri si avvicina sempre di più a Menghi che lo precede, in testa alla gara è bagarre, la lotta per il podio innesca una caduta e Pirro e Rea sono fuori, Iuri è diciassettesimo, ma non è ancora finita, si avvicina sempre di più a Menghi e sempre di più finche circa a metà gara si porta in sedicesima posizione, ne manca solo una per prendere un punto in classifica mondiale, altro che sogno! Sofoglu, ex campione mondiale di categoria tenta tre volte il tutto per tutto per soffiare a Lascorz la seconda piazza, ma per tre volte finisce lungo fuoripista, per tutti noi è un tuffo al cuore, ma è giusto che vada così, tutto resta immobile fino alla fine e si festeggia, increduli, un sedicesimo posto nel mondiale, ad una posizione dalla zona punti, con un motore superstock nel telaio!Nessuno mai avrebbe potuto sognare di più. Enorme è la soddisfazione del motoclub per essere riusciti ad ottenere il nulla osta federale (e ancora dobbiamo capire bene come ci siamo riusciti) ma soprattutto per come Iuri ha onorato questa possibilità portando il nome della nostra associazione e della nostra città in una classifica di una competizione mondiale in uno sport dove un mondiale è un mondiale per davvero e non una gara di tappini…….Enorme è la soddisfazione nel team di Iuri ; Marco, Giada, Leonardo, e poi Libero e Willi padre e figlio meccanico e pilota abituali avversari di Iuri,ma per l’occasione veri amici senza i quali non sarebbe stato possibile realizzare tutto questo. Un grazie anche al consorzio turistico di Volterra che ha capito l’importanza della vetrina per la nostra città a livello internazionale. Alla fine potremo riassumere tutto con l’adesivo scherzoso che un amico ha dedicato a Iuri per l’occasione, che recita la frase “al mondiale suprsport 2010 col gazebo? Si può fare!” e infatti s’e proprio fatto, anzi il pilota col gazebo ha messo dietro sei piloti col camion, il rimorchio, e il motorhome. Motoclub Evandro Viti Volterra